frutta: arancia bionda, cedri, clementine, fragole, fragoline di Ribera, mele annurche, kiwi, pompelmi, arance, mele.
frutta esotica: banane.
verdura: coriandolo, asparagi, agretti (barbe di frate), crescione, fave, patate novelle, rabarbaro, taccole, valeriana, cicoria, cipolline, rucola, sedano rapa, carciofi, ravanelli, piselli, fagiolini, carote, cipollotti, finocchi, porri.
pesce: sugarello, sgombro, gallinella, spigola, sarago, leccia, palamita, pagello, cefalo, mormora, zerro, occhiata, aguglia, gambero rosa, orata, alice, ostriche.
funghi: spugnole.
Introduzione
ECOLOGIA, CUCINA E ECONOMIA DOMESTICA: L'INIZIO.
Le azioni quotidiane più semplici, come fare la spesa, cucinare, raccogliere i rifiuti, vengono perlopiù svolte seguendo insegnamenti di ba...
sabato 30 marzo 2019
sabato 16 marzo 2019
BANANE
Cari tutti,
questo mese ho raccolto approfondimenti su un frutto assolutamente presente nella nostra dieta: la banana.
Mi riferisco chiaramente alla variante a buccia gialla che consumiamo a fine pasto o come merenda.
Personalmente penso sia uno dei primi frutti che abbiamo conosciuto nella nostra vita. Morbida, di gusto neutro, piace subito a tutti.
In tempi più recenti, non ho mai riflettuto sulla stagionalità delle banane: in che periodo dell’anno maturano?
A ben pensarci, nonostante sia molto attento a preferire i prodotti a km 0, nonostante tenda a limitare i prodotti che vengono da lontano e sono esotici, spesso associandoli a sfruttamento della terra e delle persone, non ho mai pensato a questo per la banana.
Eppure, la banana è in assoluto il frutto esotico più importato in Europa.
Fino a quando ho raccolto le informazioni che vi propongo, non avevo mai riflettuto così a fondo su questo.
Al solito vi propongo degli approfondimenti:
Una ricerca di superficie può darci notizie dell’origine del frutto e del suo nome, delle caratteristiche della pianta, del suo contenuto nutriente di potassio:
Ma questo genere di dati ci interessano poco.
Da dove vengono le banane che compriamo al supermercato o dal fruttivendolo?
Da chi sono state coltivate? Cosa comportano le piantagioni di banani per l’ambiente?
Per prima cosa, è un frutto esotico, che matura tutto l’anno da una pianta che cresce in zona equatoriale. Quindi è sempre disponibile. Non possiamo parlare di stagionalità per il prodotto importato da queste zone di produzione.
I principali paesi produttori sono India, Brasile, Cina, Ecuador, Filippine ed Indonesia.
Tuttavia, in molti di essi la destinazione è il consumo interno.
I principali esportatori verso l’Europa sono Ecuador, Costa Rica e Colombia (le repubbliche delle banane).
Inoltre, a livello mondiale, la coltivazione dei banani è la quarta per volume dopo riso, grano e mais:
l’articolo che segue è di una rivista scientifica, con fonti incluse e che analizza a pieno la produzione e la commercializzazione delle banane, con attenzione allo sviluppo del mercato equo e solidale:
Possiamo anche leggere che gran parte della commercializzazione delle banane è gestita da poche grandi aziende.
E, che più del 50% delle banane che vengono consumate in Europa provengono dal mercato equo e solidale.
E qui possiamo leggere il lungo percorso delle banane dalla raccolta alla vendita al dettaglio:
L’impatto maggiore della coltivazione dei banani sembra essere per chi ci lavora e, più che alla deforestazione, pare riconducibile all’inquinamento dovuto all’elevato utilizzo di pesticidi.
un viaggio in una coltivazione di banani insieme ad un lavoratore:
Ulteriori fonti sulla produzione mondiale delle banane:
Ed ecco i produttori più noti di banane al mondo:
Comunque va considerato che solo una quota del mercato Europeo è di provenienza sudamericana.
Esiste una rilevante produzione in Europa di banane, che proviene dalle terre d’oltre mare di Francia, dalle isole Azzorre (Portogallo), Canarie (Spagna) e da parte del Mediterraneo orientale (Grecia, Cipro).
Ed esiste anche una produzione in Italia di banane, dalla Sicilia:
Infine qualche curiosità:
perché le banane non hanno semi?
come giovano all’attività sportiva e se aiutano a riprendersi da una sbronza:
banane giapponesi con buccia edibile:
come coltivare il banano a casa (in Sicilia e in Calabria):
che rischio abbiamo di ingestione di pesticidi con le banane?
la celebre banana split:
differenze tra banana e platano:
caratteristiche benefiche della banana:
notizie botaniche sul banano:
Infine, giova ricordare la prima figura che molti anni fa, nella nostra infanzia, abbiamo conosciuto e che ci ha messo a conoscenza del problema dello sfruttamento nelle coltivazioni di banani: Bud Spencer in Banana Joe
Bene, spero che anche questa volta abbiate letto con piacere e senso critico queste fonti raccolte e che questo abbia contribuito a conoscere meglio la banana.
Quando mangiarla.
Se mangiarla con moderazione, visto che è un frutto di importazione d’oltreoceano, al pari di altri frutti esotici.
Se preferire il mercato equo e solidale, in rapporto alle condizioni di lavoro degli operai agricoli.
Alla prossima.
sabato 2 marzo 2019
MARZO 2019
frutta: pomelo, ananas, arance, banane, cedri, kiwi, mandarini, maracuja, frutto della passione, mandarino tardivo di ciaculli.
verdura: cipollotto nocerino, cavolo cinese (pak-choi), agretti, carciofi, patate novelle, rabarbaro, sedano, cavolo verza, cime di rapa, cetrioli, cardo, fava, finocchio, carote, asparagi, tarassaco, cumino, aglio selvatico, spinaci, cipolline, radicchio, porri, rape, cavolo, scorzobianca, erba cipollina.
pesce: triglia, sarago, sardina, ricciola, pagello, acciuga, alice, palamita, sgombro, vongola verace, rombo chiodato (allevamento), polpo, seppia, lampuga, cefalo o muggine, calamaro, ombrina, mormora, occhiata, zerro.
funghi: marzuolo
verdura: cipollotto nocerino, cavolo cinese (pak-choi), agretti, carciofi, patate novelle, rabarbaro, sedano, cavolo verza, cime di rapa, cetrioli, cardo, fava, finocchio, carote, asparagi, tarassaco, cumino, aglio selvatico, spinaci, cipolline, radicchio, porri, rape, cavolo, scorzobianca, erba cipollina.
pesce: triglia, sarago, sardina, ricciola, pagello, acciuga, alice, palamita, sgombro, vongola verace, rombo chiodato (allevamento), polpo, seppia, lampuga, cefalo o muggine, calamaro, ombrina, mormora, occhiata, zerro.
funghi: marzuolo
domenica 17 febbraio 2019
CACAO e CIOCCOLATO
Carissimi,
iniziamo una serie di approfondimenti su prodotti di consumo quotidiano che vengono da molto lontano. Tutti noi facciamo uso di caffè, zucchero, cioccolato, tè più volte al giorno. Eppure, solo dalla fine degli anni Sessanta questi sono entrati davvero in tutte le case. Un tempo si chiamavano coloniali (e qualche insegna di qualche negozio non rinnovato ancora porta questa dicitura), erano costosi e non sempre disponibili: si mangiava il surrogato di cioccolato e si beveva l’orzo invece del caffè.
Questo perché sono prodotti di importazione. Vengono dal Sud America, dall’Africa, dall’India.
Oggi, tutto questo è rapidamente disponibile a tutti, anzi, forse, per il cioccolato, lo è fin troppo, tanto che spesso si associa l’idea di cibo spazzatura alle tante merendine confezionate disponibili ormai ovunque.
Il problema, in realtà, è però diverso e in questa raccolta di fonti lo vediamo insieme.
Iniziamo dal cioccolato o, meglio, dal cacao (la pianta da cui si ricava la materia prima per produrre il cioccolato).
Tutto il mondo consuma prodotti di cioccolato per cui è indispensabile la coltivazione del cacao.
Ma la coltivazione del cacao dove avviene?
E’ sostenibile per la Natura?
E le persone che ci lavorano ricevono un compenso adeguato?
Analizziamo insieme:
Quando si parla di cacao, i primi articoli che vengono fuori ci insegnano dell’esistenza di 3 principali varietà di cacao: Criollo, Forastero e Trinitario.
Tali differenze per la verità raramente determinano la nostra scelta del prodotto finale.
In realtà dalle coltivazioni di Cacao in zona equatoriale in Africa, Sud America e estremo Oriente alle tavolette e ai cioccolatini in vendita nelle boutiques, nei supermercati e dai tabaccai c’è un lungo percorso.
In questo trafiletto il punto di partenza del nostro viaggio alle origini del Cioccolato:
miliardi di consumatori, milioni di piccoli produttori e solo una decina di organizzazioni che si occupano della trasformazione:
Europa e Nord America sono i maggiori consumatori di cacao, eppure il mercato sta cambiando con la crescita quantitativa dell’Asia:
Per quanto ne concerne la produzione agricola, essa sembra basarsi in grande maggioranza su piccole piantagioni di singoli agricoltori.
Il prodotto viene poi trasformato, ed in gioco vi sono pochissimi attori, e distribuito.
Questo vademecum ci illustra tutte le fasi che separano il cacao dall’albero alla tavoletta di cioccolato:
Ci sono reti che investono sulle condizioni economiche dei lavoratori e sul benessere ambientale: il contributo del mercato equo e solidale.
Ecco attraverso un’inchiesta di Repubblica un interessante approfondimento sulle problematiche connesse con la produzione di cioccolato e l’ambiente:
Ecco delle analisi sulle problematiche connesse con i guadagni del cacao e sulle difficoltà dei paesi coltivatori di poterne avere un agevole consumo e con un valido margine di guadagno:
Abbiamo focalizzato molto l’attenzione sul ruolo dei coltivatori e sul bisogno per loro di maggiori tutele e sull’importanza di un maggior margine di guadagno.
Ma un secondo problema assolutamente rilevante oggi da considerare è l’impatto ambientale dei prodotti coloniali. Ciò è sia dovuto alla loro coltivazione, non sempre eseguita a tutela dell’ambiente e talora anche comportando sacrificio di foresta, sia al trasporto:
Il problema delle piantagioni illegali di cacao:
La deforestazione in Ghana e Costa d’Avorio per la produzione di cacao:
Abbiamo letto in precedenza delle due principali certificazioni internazionali presenti per una produzione sostenibile ambientale e dei lavoratori del cioccolato, prevalentemente in uso ad opera delle grandi aziende di trasformazione e distribuzione:
I grandi marchi produttori di cioccolato mostrano nelle loro pagine web il loro impegno per una gestione responsabile delle risorse e per contrastare lo sfruttamento dei lavoratori:
Ed ecco il sito dell’Organizzazione Internazionale del Cacao:
Peraltro, i cambiamenti climatici, conseguenza anche della deforestazione nelle zone di produzione, possono determinare l’estinzione della pianta di cacao:
Informazioni mediche sul consumo di cacao:
Cioccolato crudo biologico:
L’origine dell’uso del cacao in Sud America:
Consigli su come coltivare una pianta di cacao (non in Italia però):
Puoi piantare un albero di cacao sia per aiutare un piccolo agricoltore sia per contrastare l’aumento di CO2:
Il cioccolato a Napoli:
In conclusione, non penso che dopo aver letto queste notizie faremo categoricamente a meno del cioccolato.
Certo, possiamo fare delle considerazioni: il peso della deforestazione, dell’impatto ambientale, delle condizioni di lavoro degli agricoltori possano spingerci verso un acquisto più oculato. Dovendo comprare una tavoletta di cioccolato, cercheremo volentieri un marchio che ci dimostri tutela ambientale e dei lavoratori. Magari che ci dia informazioni sull’origine. Ma, a ben pensarci, gran parte del cioccolato lo si mangia perché è presente in una torta, un dessert, oppure si tratta di cioccolaterie artigianali. In questi casi, può essere più difficile conoscerne l’origine.
Insomma, come sempre si tratta di punti di partenza.
Al prossimo appuntamento.
giovedì 31 gennaio 2019
FEBBRAIO 2019
frutta: arance rosse, kiwi, mandarini, mele, pere, pompelmi, pompelmo rosa, ananas, mela annurca, mandarancio, limone, mango, arance
verdura: cardi, cavoli, pastinaca, porri, ravanelli, scalogni, mizuna (senape giapponese), rafano nero, avocado, cavolino di bruxelles, finocchio, cavolo cappuccio, cicoria, soncino, indivia, erbette, topinambur, spinaci, carciofi, sedano rapa, puntarelle, barbabietole, broccoli, cavolfiori, rape, scorzanera
pesce: triglia, sarago, sardina, ricciola, pagello, acciuga, alice, palamita, sgombro, vongola verace, rombo chiodato (allevamento), polpo, seppia, lampuga, cefalo o muggine, calamaro, ombrina, mormora, occhiata.
funghi: marzuolo
verdura: cardi, cavoli, pastinaca, porri, ravanelli, scalogni, mizuna (senape giapponese), rafano nero, avocado, cavolino di bruxelles, finocchio, cavolo cappuccio, cicoria, soncino, indivia, erbette, topinambur, spinaci, carciofi, sedano rapa, puntarelle, barbabietole, broccoli, cavolfiori, rape, scorzanera
pesce: triglia, sarago, sardina, ricciola, pagello, acciuga, alice, palamita, sgombro, vongola verace, rombo chiodato (allevamento), polpo, seppia, lampuga, cefalo o muggine, calamaro, ombrina, mormora, occhiata.
funghi: marzuolo
domenica 13 gennaio 2019
KIWI
Carissimi, tornando a occuparci di frutta, alimento sano e nutriente, per conoscerla bene e sceglierla nel momento giusto dell’anno, occupiamoci in questo mese di un tipico frutto invernale: il kiwi.
da dove viene? che cosa è? come viene coltivato?
il nome esotico in realtà nasconde un frutto di cui l’Italia è grande produttore e soprattutto è una recente nomenclatura.
Scopriamolo insieme:
a questa pagina possiamo leggere che anche questo frutto ha origine dalla Cina, che all’inizio del Novecento è stato importato in Nuova Zelanda dove è stata selezionata la varietà che oggi consumiamo in tutto il mondo.
La pianta è una liana ed il frutto è stato prima conosciuto come uva spina cinese, poi melonette e solo dagli anni 50 come kiwi, in virtù della somiglianza con l’uccello simbolo della Nuova Zelanda.
Oggi l’Italia è uno dei maggiori produttori al mondo e viene coltivato nelle regioni del nord, del centro e del sud Italia (Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Campania, Puglia tra le maggiori).
Di seguito invece notizie più approfondite sulle caratteristiche del frutto, le proprietà nutritive, sul periodo ideale di consumo per il prodotto italiano (da gennaio ad aprile)
Attenzione: il kiwi non è un agrume!
Qui possiamo trovare, utile specie per chi ha qualche acciacco, notizie sulle proprietà benefiche del kiwi, sulle calorie:
Ecco qualche dettagli maggiore sulla produzione italiana di kiwi:
ed in particolare sull’importanza di aspettare il momento opportuno per evitare di mangiare prodotti immessi sul mercato in anticipo per ragioni commerciali ma scarsi qualitativamente:
E’ anche vero che in Italia si importano molti kiwi dalla Nuova Zelanda e dal Sudamerica:
Come sempre, un approfondimento botanico, su come coltivare la pianta di kiwi:
Adesso spazio alla cucina:
ricette con kiwi
marmellata di kiwi
Qui invece un’opportunità lavorativa offerta dal kiwi (in Nuova Zelanda):
Infine, notizie sul kiwi, il delizioso uccellino neozelandese che dà nome a questo magnifico frutto:
Al prossimo appuntamento.
mercoledì 2 gennaio 2019
GENNAIO 2018
Frutta: litchi, pera nashi, clementine, kiwi, melograno, pompelmo, pompelmo rosa, mango, ananas, arancia, banana, uva.
Verdura: indivia riccia, scarola, limoni, friarielli, broccoli, carciofi, cardi, cavolfiori, finocchi, porri, rape, rapa rossa, cavolo nero, spinaci, lenticchie, scorzobianca, alloro, fagiolo di Conio, barbabietole, scorzone.
Pesce: triglia, sarago, sardina, ricciola, pagello, acciuga, alice, palamita, sgombro, vongola verace, rombo chiodato (allevamento), polpo, seppia, lampuga, cefalo o muggine, calamaro, ombrina, mormora, occhiata.
Verdura: indivia riccia, scarola, limoni, friarielli, broccoli, carciofi, cardi, cavolfiori, finocchi, porri, rape, rapa rossa, cavolo nero, spinaci, lenticchie, scorzobianca, alloro, fagiolo di Conio, barbabietole, scorzone.
Pesce: triglia, sarago, sardina, ricciola, pagello, acciuga, alice, palamita, sgombro, vongola verace, rombo chiodato (allevamento), polpo, seppia, lampuga, cefalo o muggine, calamaro, ombrina, mormora, occhiata.
Iscriviti a:
Post (Atom)