Introduzione

ECOLOGIA, CUCINA E ECONOMIA DOMESTICA: L'INIZIO.

Le azioni quotidiane più semplici, come fare la spesa, cucinare, raccogliere i rifiuti, vengono perlopiù svolte seguendo insegnamenti di ba...

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lunedì 22 marzo 2021

Limoni

 Questo mese parleremo dei limoni. Probabilmente originari di India, Cina e Indocina, il loro nome è di provenienza araba.

Sono agrumi, come cedro, chinotto, lime, mapo, pomelo, pompelmo e bergamotto, e sono conosciuti in Europa già dall’epoca dei Romani.

Sono frutti, ne facciamo tanti usi ma non li mangiamo da soli come faremo con le mele o le banane.

Li preferiamo per condire cibi (e per aiutarne la conservazione), dolci e salati, o per berne il succo e insaporire bevande. Hanno elevate proprietà benefiche, anche come cosmesi. Tanto la polpa (o il succo) quanto la buccia.


Si trovano tutto l’anno, grazie alla capacità di questi alberi di fiorire ripetutamente. I fiori sono molto profumati e noti come zagara.

https://www.zipmec.com/limoni-storia-produzione-commercio-guide-frutta.html

https://www.tescomaonline.com/it/idee-e-consigli-utili/ricette-di-bellezza/le-proprieta-del-limone.html


Salute

Come tutti gli agrumi sono ricchi, molto, in vitamina C, che tra l’altro contribuisce all’assorbimento del ferro vegetale.

Per questo è saggio condire le verdure con il limone. Inoltre, il suo uso aiuta a diminuire quello del sale.

Ma la parte più ricca di nutrienti (come spesso accade nella frutta) è la buccia (che è anche responsabile del profumo, per la presenza del limonene).

https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/alimentazione/del-limone-e-la-scorza-la-parte-piu-benefica

https://smartfood.ieo.it/alimenti/limone/

https://www.humanitas.it/enciclopedia/alimenti/frutta/limone/


Varietà

Esistono diverse varietà e molte di esse prendono il nome del luogo dove la coltivazione è più nota, come la penisola sorrentina, la costiera amalfitana e la Sicilia.

https://cosimocavallo.it/curare-lorto/limoni-varieta-proprieta-benefici-e-usi-in-cucina/

https://movery.it/esplora/sapori-tipici/limoni-italiani

https://www.limonedisorrentoigp.it/il-limone-di-sorrento


Fondamentalmente non cambiano le proprietà organolettiche e nutrizionali come avviene per altri frutti.

https://www.zipmec.com/le-varieta-di-limoni.html


Alcune varietà sono davvero inusuali: la mano di Buddha, il caviale (fingerlime), lo scannellato, il kaffir lime…

https://www.faidateingiardino.com/frutteto/tipi-di-agrumi


Comunque, la cultivar più diffusa in Italia porta il nome di Femminello comune.

https://www.limmi.it/le-cultivar-nazionali/

https://www.valdiverdura.com/limoni-di-sicilia


Stagionalità

I limoni sono disponibili tutto l’anno.

Questo in parte prevalente è dovuto al fatto che l’albero può fruttificare in stagioni diverse.

Tradizionalmente si distinguono una prima fioritura, da ottobre a marzo, che produce i frutti invernali, i più pregiati (limone primofiore e limone invernale); una fioritura primaverile, con i fiori maiolini, che fruttifica in primavera (limoni bianchetti) ed una fioritura estiva, da cui i limoni verdelli (con buccia di colorito verde).

A questo si aggiunge la capacità di maturazione dopo la raccolta del frutto e la lunga conservazione.

https://www.alimentipedia.it/limone.html

https://www.freshplaza.it/article/4100992/limone-verdello-estivo-ancora-sconosciuto-ai-piu/


Produzione

L’Italia è il secondo produttore Europeo, dopo la Spagna. E in Italia le tre regioni maggiormente produttive sono costiere tirreniche: la Sicilia (circa il 70% della produzione nazionale), la Calabria e la Campania.

https://it.businessinsider.com/boom-per-gli-agrumi-italiani-ma-il-raccolto-e-misero-e-prezzi-alle-stelle-limoni-arance/

https://agronotizie.imagelinenetwork.com/vivaismo-e-sementi/2017/12/14/limone-tutti-lo-vogliono/56759


Tuttavia le ultime annate, per motivi climatici e per scarso incentivo alla coltivazione, stanno facendo calare la produzione nazionale.

http://www.italiafruit.net/DettaglioNews/50939/in-evidenza/limoni-produzione-scarsa-e-in-leggero-ritardo


Il contenuto in acido citrico rende il limone desiderabile anche come disinfettante, e nelle prime fasi della pandemia SARS COV2 è stato per questo molto richiesto.

https://www.italiaambiente.it/2020/04/08/usati-come-disinfettanti-il-prezzo-dei-limoni-raddoppia-ma-la-produzione-e-insufficiente/


Comunque al confronto col resto del mondo l’Italia è decima: i primi produttori sono India, Messico e Cina.

https://www.atlasbig.com/it/paesi-per-produzione-di-limone


Frutti analoghi al limone:

Cedro. Oggi si coltiva in Italia soprattutto in Calabria, nella costa tirrenica, e matura tra ottobre e dicembre (ma alcune fioriture possono essere primaverili). 

https://www.ilgolosario.it/it/proprieta-del-cedro

https://www.nonsprecare.it/effetti-benefici-cedro-proprieta-curative-ricette-insalata


Bergamotto. Gloria della Calabria, agrume altamente benefico. Matura tra novembre e gennaio.

https://www.ilgolosario.it/it/bergamotto-agrume-calabria


Chinotto. Dalla Liguria alla Sicilia, famoso soprattutto per la bevanda. Matura prevalentemente a dicembre.

https://www.agrodolce.it/2015/07/08/cos-e-il-chinotto/

https://www.esquire.com/it/lifestyle/benessere/a19176057/chinotto/

https://agrumilenzi.it/negozio/citrus/chinotti-citrus-prodotti/chinotto-di-savona-citrus-myrtifolia/


Magnifica, peraltro, la recente pubblicità di Neri per la ricorrenza della festa del papà “Se quel giorno tuo padre avesse preferito un chinotto”.

https://www.today.it/strano-ma-web/chinotto-festa-papa.html


Lime o limetta. Variante di limone a frutti più piccoli e che meglio cresce nelle regioni a clima tropicale. Famoso per il Mojito. Non necessariamente deve essere verde (come del resto il limone può essere giallo o verde).

https://www.artimondo.it/magazine/limone-e-lime-differenza/

http://www.italiafruit.net/DettaglioNews/49949/lapprofondimento/lime-non-ostiniamoci-a-volerlo-verde-giallo-e-meglio


Mapo. Ibrido tra mandarino e pompelmo.

https://www.tuttogreen.it/mapo-frutto-proprieta-ricette/


Pomelo. Di coltura (e origine) prevalentemente cinese, col cedro e il mandarino tra i capostipiti di tutti gli agrumi. Frutti molto voluminosi.

https://www.alimentipedia.it/pomelo.html


Fingerlime. Anche noto come caviale di limone (per la somiglianza e per il costo).

https://www.salepepe.it/news/notizie/fingerlime-perle-al-gusto-agrumi/


Pompelmo. Giallo, rosa e rosso. Sapore amaro.

https://www.ilgolosario.it/it/pompelmo


Ma veniamo adesso agli usi del limone. Non deve mai mancare in casa.

Condire le verdure, cotte e crude, con il succo di limone, come abbiamo visto, serve a insaporirle limitando il sale, ad arricchirle di nutrienti (vitamina C ma anche assorbimento di altri micronutrienti) e a migliorarne la conservazione.

Pensiamo ad esempio ai carciofi che si mettono a bagno in acqua e limone per non farli annerire così come alla sua aggiunta alla macedonia per lo stesso motivo per le mele.

La buccia grattugiata profuma e insaporisce preparazioni salate e soprattutto dolci: frolle, biscotti o creme.


Ma c’è molto altro: il succo ha un effetto sbiancante sulle preparazioni alimentari, aiuta la cottura delle uova sode, elimina odori e aiuta nella pulizia.

Parte di queste proprietà dipendono dal fatto che è ricco in acido citrico.

Pertanto è utile per disostruire le tubature dal calcare.

https://www.farmaciasoccavo.it/blog/i-cinque-usi-del-limone-che-non-conosci/

https://www.fattoincasadabenedetta.it/usi-del-limone/

https://www.nonsprecare.it/22-usi-alimentari-e-non-del-limone?refresh_cens


Dalle bucce di limone in infusione con alcol e zucchero si ottiene il limoncello, apprezzato liquore della costa campana.

Qui le ricette tradizionali, dei vari luoghi d’origine che se ne contendono il primato.

https://www.profumodibasilico.it/limoncello-di-sorrento/

https://www.ischia.campania.it/index.php/limoncello-fatto-in-casa-la-ricetta-ischitana/


Ci sono varietà sulla quantità di zucchero o il tempo di infusione, ma nessuno parla della cultivar del limone oppure del periodo dell’anno.

Certo, si devono scegliere limoni non trattati o comunque ben sciacquati.


Come ci insegna Dario Bressanini, il tempo di infusione necessario per estrarre dalle bucce i composti aromatici può essere influenzato dalla temperatura (e quindi velocizzato e ridotto a solo 1 giorno).

http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2015/12/21/le-ricette-scientifiche-il-limoncello-anche-veloce/


Qui una raccolta di ricette con i limoni, dolci e salate, della cucina italiana.

https://www.lacucinaitaliana.it/topic/limone/


Ecco invece istruzioni per spremere il limone bene: temperatura ambiente, massaggiarlo delicatamente.

https://www.supereva.it/spremere-il-limone-il-trucco-per-ottenere-piu-succo-69916


Fonti storiche:

https://www.taccuinigastrosofici.it/ita/news/medioevale/orto-frutti/storia-del-limone.html


ed enciclopediche:

https://www.colturaecultura.it/content/limone

https://www.treccani.it/vocabolario/limone/


Suggerimenti per la coltivazione:

https://www.giardinaggio.it/giardino/singolepiante/limone/limone.asp

https://www.agraria.org/coltivazioniarboree/limone.htm

https://passioneinverde.edagricole.it/scheda/limone-come-coltivarlo/

domenica 24 gennaio 2021

PERE

Dopo le mele, occupiamoci delle pere, un frutto che in genere non viene annoverato tra i più golosi eppure sempre presente nella fruttiera a centro tavola.

Al contrario di quello che si può pensare, la pera si presta molto alle lavorazioni in cucina ed infatti tra gli accostamenti più raffinati in pasticceria c’è il cioccolato con le pere.

Inoltre, tra i succhi di frutta il più apprezzato in genere è proprio quello di pera.

Con le banane le pere sono i primi frutti che i bambini assaggiano.

Si tratta di un frutto conosciuto da sempre dall’uomo europeo ma anche in oriente, e botanicamente parlando è un falso frutto della pianta Pyrus.

https://www.alimentipedia.it/pera.html

https://www.cedior.com/curiosita-e-benefici-della-pera/

https://www.tuttogreen.it/pera-varieta-prorieta/


Le pere sono ricche in fibra e poco caloriche.

Inoltre, tra i loro fitonutrienti ci sono composti con proprietà antiossidanti e antinfiammatorie.

Ma attenzione: parte di essi si trovano nella buccia. vanno quindi lavate bene e mangiate con essa.

https://www.humanitas.it/enciclopedia/alimenti/frutta/pera

https://www.agribologna.it/Blog/Ottobre-2017/Pera,-dolce-frutto-autunnale,-poco-calorico-ma-mol.aspx

https://www.operalapera.it/news/benefici-della-pera-proprieta-nutrizionali-sorprendenti-di-un-frutto-da-riscoprire/


Dopo la Cina, l’Italia è il principale produttore di pere al mondo, prima degli Stati Uniti e di altri paesi europei (Francia, Spagna, Belgio). In particolare, il 70% della produzione nazionale si concentra in Emilia Romagna, seguita da Veneto, Lombardia, Piemonte e Sicilia.

Quasi il 25% della produzione viene esportato, ma la gran parte del consumo è interno, essendo la pera tra i frutti più consumati dopo la mela (prima in assoluto), le arance e le banane.

Piace molto agli anziani e come fine pasto.

https://ita.approfondimenti.adama.com/mercato-pere-mondo-italia

https://www.zipmec.com/la-pianta-e-la-produzione-delle-pere.html

https://www.csoservizi.com/focus-prodotti/pere/

https://rivistafrutticoltura.edagricole.it/post-raccolta/la-produzione-di-pere-piu-problemi-o-piu-opportunita/


Esistono diverse varietà di pere, che vengono in genere distinte per la stagione in cui il frutto va a maturazione. 

In grassetto le più frequenti:


Estive

Pera Williams: la pera più diffusa in Italia, si trova da agosto a febbraio. Forma tradizionale, buccia colore verde chiaro. Esiste anche la variante a buccia rossa (Pera Max Red Bartlett)

Pera Coscia: pera estiva tipica del centro sud.

Pere Santa Maria: incrocio di Williams e Coscia, si trova da agosto a ottobre. Buccia gialla con piccole macchie verde scuro.

Pera Guyot: precoce, già disponibile a luglio, somiglia alla Williams.


Autunnali

Pera Conference: disponibile in autunno, si trova fino a primavera inoltrata. Buccia di colore verde marrone, spessa, resistente.

Pera Kaiser: buccia marrone ruggine, anch’essa è disponibile dall’autunno alla primavera.

Pera Abate (abate Fetel): molto diffusa in Italia, buccia verde chiaro e rugginosa, disponibile dall’autunno alla primavera.

Pera Decana del Comizio: grande, tondeggiante, a buccia giallo verde, disponibile dall’autunno inoltrato alla primavera.

Pera Rosada: buccia rossastra, si trova fino a marzo.


Invernali

Pera Passa Crassana: dall’autunno inoltrato a marzo, di forma arrotondata, più spesso si preferisce consumarla cotta.


Una varietà molto particolare è la Pera Nashi: dal nome giapponese, ma di origine cinese, ha la forma di una mela, la stessa consistenza, ma l’inconfondibile sapore della pera.


Di seguito altre varietà più o meno diffuse del nostro territorio: Pera Madernassa Pera Martin Sec Pera Nobile Pera Picciòla del Monte Amiata Pera Cocomerina Pera Spinelli Pera Signora della Valle del Sinni Pera Martinone Pera Spadona Pera Volpina Pera Scipiona Pera di Monteleone Pera di San Giovanni Pera Lardara Pera Angelica Pera Gnocco Pera Moscatello Pera Spina Carpi Pera Santa Maria.

https://www.dissapore.com/cucina/varieta-di-pere/

https://www.alfemminile.com/salute-benessere/tipi-di-pere-s2865296.html

https://passioneinverde.edagricole.it/morbida-o-croccante-qual-e-la-pera-piu-buona/

http://www.agricoltura.regione.campania.it/tipici/tradizionali/pere-lardare.html

https://www.fruttattiva.com/it/blog/varieta-di-pere-stagionalita-e-differenze


Ma quando è periodo di pere?

Abbiamo visto che esistono varietà estive e autunnali. Complessivamente, si copre un periodo di tempo che va dal fine estate alla primavera inoltrata. Come le mele.

Ad agosto già si trovano le Williams e le Santa Maria, con l’autunno le varianti più diffuse che saranno disponibili per tutto l’inverno e la primavera fino ad aprile con l’eccezione proprio delle precoci Williams e Santa Maria che non vanno oltre l’inizio dell’inverno.

La varietà Conference è quella presente per tutta la primavera.

https://www.sistemafrutta.it/prodotti.html

https://www.operalapera.it/news/quando-maturano-le-pere-il-calendario-con-le-varieta-italiane-di-stagione/


Una volta comprate, non conviene tenere a lungo le pere in casa sul tavolo della cucina.

Se si vuole farle durare più di una settimana, allora è meglio conservarle in frigorifero.

Le pere tendono maturando ad ammaccarsi facilmente al contatto con altri frutti. Dovendo sceglierle, alla pressione vicino al picciolo devono essere morbide, non dure, non molli.

https://www.fruttetobiologico.it/il-pero/cogliere-pera.html

https://www.tuttogreen.it/pere/


Anche se l’utilizzo più diffuso è di mangiarle a fine pasto, magari sbucciate, le pere si prestano a squisite preparazioni dolci e ad abbinamenti salati: formaggio (come dice il proverbio, al contadin non far sapere quanto è buono il formaggio con le pere) ma anche insalate.

Tra i dolci, l’abbinamento più consigliato è col cioccolato, per un crumble o una torta.

https://blog.giallozafferano.it/cucinaconsara/crumble-pere-cioccolato-e-cannella/

https://www.lacucinaimperfetta.com/crumble-di-pere-e-cioccolato/


Ma le pere sono un ottimo dessert anche cotte nel vino, con o senza cioccolato:

https://ricette.giallozafferano.it/Pere-al-cioccolato.html

https://www.cucchiaio.it/ricetta/ricetta-pere-cotte-vino-cioccolato-fuso-peperoncino/

https://ricette.giallozafferano.it/pere-al-vino-rosso.html


La pianta del pero appartiene alle Rosacee (come il melo) ed è coltivata sin dall’antichità (forse da 4000 anni) per i suoi frutti.

E’ un albero di alto fusto, che può superare i 10 metri di altezza, ed è difficile poterlo avere su un balcone.

Ma chi ha a disposizione un ampio terreno può piantarlo.

Qui istruzioni per la cura della pianta:

https://www.ortosemplice.it/pero/


Bene, abbiamo concluso un altro approfondimento su un frutto diffuso e conosciuto sin da bambini, forse oggi un po’ snobbato rispetto ad altre novità.

Probabilmente contro la pera gioca una certa scomodità di consumo: la mela è soda, siamo abituati a mangiarla con la buccia, e quindi è un comodo spuntino da portare a lavoro. Al contrario la pera tende a sbrodolarsi quando è matura e siamo abituati a sbucciarla.

Ma attenzione: anche a casa è bene esercitarsi e tagliarla e sbucciarla con forchetta e coltello.

Qui una piccola guida.

http://violetti.altervista.org/files/Bon%20ton%20a%20tavola.pdf


Cari saluti, al prossimo frutto.

sabato 28 novembre 2020

MELE

Indubbiamente, uno dei frutti più conosciuti.

Anche se da bambini impariamo che le mele possono essere rosse, gialle e verdi, ne esistono migliaia di varietà.

Inoltre, sono disponibili tutto l’anno. Ma quando maturano?


Vediamo insieme.

Il melo origina dall’Asia centrale ed il consumo dei suoi frutti si diffonde nel Neolitico (cioè dal 10.000 al 3.500 a.C.).

La mela è il frutto più diffuso e mangiato in Europa: ne consumiamo in media 20kg all’anno a testa.

Preferibilmente cruda, come ogni frutto, in realtà si presta molto a preparazioni cotte dolci (torta di mele) ma anche di supporto a sughi salati.

https://www.alimentipedia.it/mela.html

http://www.benessere.com/dietetica/arg00/proprieta_mela.htm


Numerosi i riferimenti culturali: da Adamo ed Eva, alla leggendaria isola delle mele Avalon, a Biancaneve, Guglielmo Tell e Isaac Newton.

Ma soprattutto “Una mela al giorno leva il medico di torno”. Ed è traducibile anche in altre lingue.

In effetti è indubbiamente benefica e ad ampia disponibilità.

https://ilfattoalimentare.it/mela-georgofili.html

https://www.basko.it/p/la-mela-il-frutto-proibito-dalle-mille-virtu/


Nei fumetti e nei cartoni animati di Walt Disney compare la tradizione che i bambini portano una mela alla maestra.

Di origine scandinava, si diffuse negli Stati Uniti d’America con il valore simbolico che una persona, per quanto povera, potesse offrire comunque qualcosa di valore (salutare) al proprio insegnante in segno di rispetto.

https://www.proiezionidiborsa.it/perche-la-tradizione-vuole-che-i-bambini-portino-la-mela-in-classe-alla-maestra/


La mela fa bene.

Anzitutto, ha un potere saziante non indifferente, a fronte di un ridotto potere calorico.

Contiene fibra, tra cui la pectina, cui si deve il potere saziante. Questa è soprattutto presente nella buccia, che va mangiata, dopo essere stata accuratamente sciacquata.

Inoltre, ha proprietà ipocolesterolemizzanti.

https://smartfood.ieo.it/alimenti/mele/

https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/alimentazione/mela-tante-virtu-un-unico-frutto-salutare

https://agronotizie.imagelinenetwork.com/agricoltura-economia-politica/2012/12/20/alimenti-di-stagione-la-mela/17078


In Europa i maggiori produttori di mele sono l’Italia, la Francia e la Polonia.

Nel Mondo, la Cina e gli Stati Uniti.

https://www.myfruit.it/trend-mercati/2018/11/consumi-e-produzione-delle-mele-cosa-sta-succedendo-ad-est.html

https://www.freshplaza.it/article/4082149/i-10-maggiori-esportatori-di-mele-al-mondo/

https://rivistafrutticoltura.edagricole.it/post-raccolta/rallenta-la-pressione-mondiale-buone-prospettive-per-lexport-italiano-di-mele/


In Italia, da padrone la fanno le provincie di Trento e Bolzano, che da sole producono più del 50% del totale.

Seguono Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Piemonte, Lombardia e Campania.

http://www.italiafruit.net/DettaglioNews/41433/la-categoria-del-mese/produzione-import-export-consumi-prezzi-tutto-sulle-mele


Fino al 9% delle mele prodotte in Italia vengono da agricoltura biologica.

https://www.agricultura.it/2020/11/16/produzione-italiana-di-mele-a-21-mln-di-tonnellate-nuovo-record-per-le-biologiche-9-della-produzione/


Qui un riferimento bibliografico di livello enciclopedico sulla mela.

https://www.colturaecultura.it/content/melo-nel-mondo


Ma veniamo ad una considerazione importante: le mele sono in vendita tutto l’anno. Come è possibile?

Il periodo di maturazione è tardo estivo inizio autunnale, cui segue la raccolta da agosto a ottobre. 

Alcune varietà sono precoci e disponibili solo da agosto ad ottobre. Molte sono disponibili per tutto l’autunno e l’inverno.

Soprattutto, le principali varietà di consumo hanno un lungo periodo di conservazione,  anche di 6 mesi. Ecco perché anche in primavera sono buone e disponibili.

Nel complesso il periodo ideale di consumo delle mele incomincia a fine agosto e dura fino alla primavera inoltrata.

https://www.corriere.it/cook/news/cards/dal-picciolo-buccia-lucida-5-regole-infallibili-scegliere-mele-migliori/esiste-stagionalita.shtml?refresh_ce

https://www.bio-suisse.ch/media/it/heldendernatur/saisonkalender_i.pdf

http://www.ciboecibo.it/Sani,-buoni-e-etici/Approfondiamo:-la-parola-al-Dr.-Longo/La-Mela/ca_1846.html


Ed eccoci al punto più importante. Vediamo le caratteristiche delle varietà di mele più disponibili:


Varianti a buccia rossa:

Mela Annurca: rossa, piccola, tipica della Campania. La mela annurca viene prodotta in più parti della regione ma le zone più importanti sono Giugliano e Sant’Agata dei Goti. La particolarità di questa mela è che viene raccolta a settembre ma fatta maturare a terra. Pertanto il suo periodo di consumo inizia alla fine dell’anno e prosegue per tutto l’inverno fino alla primavera. 

http://www.quicampania.it/prodotti-tipici/mela-annurca.html

Mela Rosa dei Monti Sibillini

Mela Braeburn

Mela Campanina

Mela Fuji dal Giappone, la mela più coltivata al mondo, in Italia viene coltivata in pianura. E’ una varietà autunnale e a lunga conservazione, dunque disponibile dall’autunno alla primavera.

Mela Royal Gala dalla Nuova Zelanda è una varietà estiva ma di buona conservazione, dunque disponibile per tutto l’autunno e l’inverno.

Mela Red / Stark Delicious la mela di Biancaneve, tipica dell’arco alpino. E’ una varietà autunnale e a lunga conservazione, dunque disponibile dall’autunno alla primavera.

Mela Pink Lady dall’Australia, una varietà recente (anni 70), di tipo autunnale.


Varianti a buccia gialla:

Mela Golden Delicious di origine americana, è la più coltivata in Italia, in particolare in Trentino Alto Adige e in Valtellina. E’ una varietà autunnale e a lunga conservazione, dunque disponibile dall’autunno alla primavera.

Mela Renetta antica e Francese, anch’essa è perlopiù coltivata al nord e ben si adatta alla preparazione dei dolci. E’ una varietà autunnale e a lunga conservazione, dunque disponibile dall’autunno alla primavera.


Varianti a buccia verde:

Granny Smith anch’essa australiana, ma risale all’inizio del Novecento. Ha un sapore acidulo molto netto ed ha un basso contenuto di zuccheri, e per questo viene spesso associata alla dieta dei diabetici. E’ una varietà autunnale e a lunga conservazione, dunque disponibile dall’autunno alla primavera.


https://fruittechgambettola.wordpress.com/2015/09/07/la-stagione-delle-mele/

https://www.ilcuocoincamicia.com/mele-autunnali/

http://gazzagolosa.gazzetta.it/2013/10/29/mele-guida-alle-varieta/

https://biosuedtirol.com/it/mele

https://www.noisiamoagricoltura.com/varieta-di-mele/

https://www.dissapore.com/cucina/varieta-di-mele/


Le mele più coltivate in Italia: Golden delicious (anche 1 milione di tonnellate) nettamente la prima, seguita da Gala, Red delicious, Fuji, Granny Smith e Pink Lady. Più indietro la Annurca, con circa 40.000 tonnellate.

http://www.italiafruit.net/DettaglioNews/50837/in-diretta-da/mele-produzione-europea-in-calo-tutti-i-dati


Come si conservano le mele?

Il fatto che siano disponibili e buone per oltre 9 mesi all’anno dipende, oltre che dalla stagionalità delle varietà, sopratutto dalla loro eccellente capacità di conservazione.

Possono quindi tranquillamente rimanere un paio di settimane in cucina dopo l’acquisto, magari al centro della tavola in un bel piatto.

In alternativa, possono stare più a lungo in un ambiente fresco e buio, come una cantina o il frigorifero.

Ma è meglio tenerle lontane dalle banane e dalle patate, che possono risentire del loro rilascio di etilene, causandone rapida maturazione.

https://fooby.ch/it/cuciniamo/dizionario-del-cibo/Mele.html?startAuto1=0


Le mele oltre al consumo da crudo si prestano a tante preparazioni, innanzitutto dolci, tante sono le varietà di torte con le mele come base, tra strudel e crostate.

Poi esistono preparazioni dal potere guaritivo, magari antichi rimedi per la stipsi o per alleviare i sintomi del raffreddore. Le mele cotte. Onestamente da bambino le trovavo insopportabili.

https://www.lacucinaitaliana.it/tutorial/i-consigli/ricetta-mela-cotta-perfetta/?refresh_ce= 

https://www.cookist.it/guida-alle-mele-le-varieta-piu-importanti-e-come-usarle-in-cucina/


Inoltre possono adattarsi a preparazioni salate, anzitutto insalate e contorni, ma anche come sughi, come nella tradizione anglosassone in accompagnamento alla carne, o persino di primi piatti.

Alcuni infatti aggiungono alla Genovese napoletana una mela annurca.

https://www.lucianopignataro.it/a/ricetta-spaghetti-mele-e-cipolle/101620/


E qui qualche aiuto per chi vuole approcciare la coltivazione del melo. E’ una pianta facente parte della famiglia delle rosacee, e quello che noi mangiamo non è in realtà il frutto della pianta ma è un falso frutto.

https://www.casaegiardino.it/giardinaggio/piante/melo-coltivazione.php

https://www.agraria.org/coltivazioniarboree/melo.htm

https://www.giardinaggio.it/frutteto/melo/melo.asp


Come abbiamo visto all’inizio, tanti sono i riferimenti culturali alla mela, anche nella popart e nei giorni nostri.

Non dimentichiamo infatti il nome della Apple computer, oppure il soprannome di New York, la grande Mela.

Infine, la prima discoteca di Napoli. Piccola ed elegante, venne aperta nel 1967 e si chiama “la Mela”.

http://www.serateanapoli.it/locations/la-mela-napoli-exclusive-club/


Bene, vi lascio con un classico Walt Disney: Paperino, coltivatore di mele, alle prese con Cip e Ciop.

Chissà che non abbia aiutato i bambini a gradire le mele, facendo contenti i genitori.

https://www.youtube.com/watch?v=BcCaQhkAVIY

domenica 27 settembre 2020

UVA

Settembre, periodo di vendemmia per eccellenza.

Ma questa volta parliamo dell’uva da tavola, la frutta.

Che cosa cambia rispetto all’uva del vino?

Quali sono le varietà più buone?

Quando è periodo?

Da dove viene?


Vediamo insieme.


L’uva è il frutto della vite. Esistono due varietà fondamentali di vite: quella europea e quella americana.

Il rapporto dell’uomo europeo con la vite si perde nella notte dei tempi. Di probabile origine dall’Asia minore, viene citata, per il consumo di vino, nella Bibbia e nelle fonti egiziane, per poi diventare parte essenziale delle culture classica, cristiana e occidentale moderna.

E di pari passo il consumo dell’uva da tavola, che può essere consumata fresca o essiccata (uva passa o uva sultanina).

https://www.alimentipedia.it/uva.html

https://ilcalicediebe.com/2019/03/12/essere-sommelier-luva/


Se penso all’uva mi vengono in mente tre varianti: uva bianca, uva nera (o rossa) e uva fragola.

Ne esistono molte di più. Anche senza semi.

Vediamo:


varietà di uva a bacca bianca:

uva ITALIA la più diffusa, colorito degli acini giallo verde, con buccia spessa e croccante, polpa succosa e dolce.

uva REGINA abbastanza precoce, acini dorati, buccia spessa e resistente, polpa dolce e aromatica.

uva VICTORIA precoce, bacche molto grosse e solide, buccia spessa, colorito giallo.

uva SUGRAONE bacche gialle, ovali, leggermente aromatica.

uva PIZZUTELLO BIANCA slow food, dal nome i grappoli ovali, buccia sottile, polpa croccante.

uva BARESANA, varietà antica, protetta da slow food, colorito molto chiaro e buccia sottile, quindi delicata, ma molto saporita e dolce.

uva MONTONICO presidio slow food, acini rotondi, colorito giallo verde, polpa carnosa.

uva LUGLIATICA, precoce, colorito giallo degli acini.

uva ZIBIBBO o MOSCATO DI ALESSANDRIA, estremamente aromatica.

uva COLOMBANA DI PECCIOLI, rara, protetta da slow food.


a bacca scura:

uva MICHELE PALIERI buccia croccante, resistente, polpa dolce.

uva RED GLOBE colorito rosso violaceo, spiccata dolcezza.

uva BLACK MAGIC varietà precoce e costosa.

uva CARDINAL precoce, acini sferici, colorito rosso carico, polpa croccante e carnosa.

uva PIZZUTELLO DI TIVOLI slow food, dal nome i grappoli ovali, buccia sottile, polpa croccante.

uva APULIA ROSE, colore rosa di chicchi sferici e molto saporiti.

uva MOSCATO DI AMBURGO colore degli acini marrone rosso, polpa profumata.


senza semi:

uva MELISSA, come la Sultanina, più precoce.

uva SULTANINA (THOMPSON SEEDLESS), tipica di Turchia, Grecia, Iran, è naturalmente senza semi ed estremamente zuccherina, pertanto adatta all’essiccazione.

uva CRIMSON SEEDLESS abbastanza recente, poco diffusa.

uva SCARLOTTA SEEDLESS poco dolce, leggermente acida.

uva AUTUMN ROYAL bacca nera, acini ovali, polpa croccante.


e l’uva FRAGOLA, che prende il nome dal sapore di fragolina di bosco. Può anche essere bianca, anche se molto più diffusa di colorito scuro.


Qui le fonti, dove poter leggere qualche approfondimento in più su origine e caratteristiche.

https://www.assofruititalia.it/produzioni/frutta/uva-da-tavola/

https://initalia.virgilio.it/uva-da-tavola-italiana-mai-dolce-come-questanno-come-riconoscere-le-differenze-16937

https://www.giardinaggio.it/ortofrutta/uva/varieta-uva-da-tavola.asp

https://www.dissapore.com/cucina/uva-da-tavola-tutte-le-varieta-da-conoscere/

http://web.tiscali.it/leginestre/frutta/uva.htm


Le preferite in Italia sono le varietà a bacca bianca, tra cui Italia, Victoria, Pizzutello bianco, Regina.

https://www.lacucinaitaliana.it/news/in-primo-piano/uva-da-tavola-varieta-italia/


L’Italia è tra i più grandi produttori mondiali di uva.

Peraltro, il più grosso produttore d’uva è la Puglia, seguita a distanza dalla Sicilia (insieme fanno più del 90% della produzione nazionale).

https://www.freshplaza.it/article/4066812/italia-uva-da-tavola-puglia-e-sicilia-sono-le-regioni-leader/


E’ molto notevole inoltre il ruolo dell’Italia come esportatore nel mondo, secondo solo al Cile.

https://www.researchgate.net/publication/267765332_La_diffusione_dell%27uva_da_tavola


Del resto l’uva da tavola è considerata, per praticità di consumo, il terzo frutto più comodo dopo le banane e la frutta secca e disidratata pronta all’uso.

Curioso, nello stesso sondaggio emergono come frutti più scomodi kiwi, meloni e pere.

http://www.italiafruit.net/DettaglioNews/40969/la-categoria-del-mese/produzione-export-consumi-tutto-sulluva-da-tavola


Nel mondo negli ultimi 30 anni sono però emersi nuovi grandi produttori: Cina, Turchia, India, Iran, Egitto e Uzbekistan precedono l’Italia, che in passato era stabile al terzo posto.

Va comunque detto che in Italia circa l’86% dell’uva raccolta diventerà vino (in Francia più del 99%).

https://www.agrisole.ilsole24ore.com/art/filiere/2019-07-31/agrisole-conad-produzione-mondiale-uva-tavola-raddoppiata-20-anni-163902.php?uuid=ACwbXSc


Oggi l’uva pugliese (quasi il 70% della produzione italiana) costa di più di quella egiziana o soffre la concorrenza di quella senza semi, di provenienza dall’Olanda, sempre più gradita al consumatore ma che in effetti si fa fatica a trovare in Italia. Le varietà senza semi sono più impegnative per la produzione e tendono ad essere meno dolci di quelle tradizionali.

https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/1231459/puglia-importazione-uva-senza-semi-dall-olanda-ennesimo-sopruso.html

https://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/mondo_agricolo/2020/07/16/uva-da-tavola-cia-lancia-allarme-su-concorrenza-sleale_a7e60dd3-31bc-4f7c-b2b1-1e7ee0f1732b.html


L’uva, oltre che essere pratica e comoda da mangiare, piace anche perché è dolce.

Questo è conseguenza del fatto che è tra i frutti più calorici.

E’ ricca in zucchero (glucosio) e sali minerali, meno in vitamine.

I semi e la buccia nascondono due pregi: i primi contengono acido linoleico, utile al metabolismo del colesterolo, la seconda contiene antiossidanti polifenoli e resveratrolo e, le varietà a bacca rossa, antocianine.

https://alimentazione.gazzetta.it/news/06-09-2020/uva-tutte-le-proprieta-tanti-zuccheri-ma-anche-sali-minerali-e-flavonoidi-49989

https://www.humanitas.it/enciclopedia/alimenti/frutta/uva

https://smartfood.ieo.it/alimenti/uva/


Ma quando è periodo di uva? Dipende dalle varietà, che hanno periodo di raccolta differente. Tendenzialmente la si trova in abbondanza, buona, a buon prezzo da agosto a ottobre inoltrato.

https://www.elicriso.it/it/frutta/uva/

http://www.italiafruit.net/DettaglioNews/26495/mercati-e-imprese/uva-da-tavola-il-calendario-produttivo-e-commerciale-in-sicilia-la-raccolta-e-gia-iniziata


L’uva disponibile nei mesi precedenti oppure in fine autunno proviene più spesso da coltivazioni protette e non in pieno campo.

https://iris.unipa.it/retrieve/handle/10447/105377/144801/Tesi_Giuseppe_Artale_XXV_CICLO.pdf


Un trend di cui ancora non ho la percezione, nel mondo reale, cioè del fruttivendolo sotto casa, è quello del sorpasso delle varietà senza semi su quelle tradizionali, su cui diversi produttori stanno oggi scommettendo.

http://www.giulianopugliafruit.it/news/press/113-uva-da-tavola-sos-consumi-e-prezzi-l-analisi-di-giuliano

https://www.freshplaza.it/article/9238175/buone-prospettive-per-la-stagione-dell-uva-da-tavola-italiana/


A queste pagine qualche approfondimento sulle tecniche colturali dell’uva da tavola:

https://rivistafrutticoltura.edagricole.it/news/uva-da-tavola-tecniche-colturali-per-produrre-di-piu-meglio/

https://agronotizie.imagelinenetwork.com/vivaismo-e-sementi/2011/07/28/tutto-sull-uva-da-tavola/13778


Quasi tutta l’uva da tavola e tutta l’uva da vino provengono dalla vite europea.

Ma la vita americana, oltre ad aver consentito una resistenza alla filossera che ha consentito alla vite europea di sopravvivere, ha un altro importante ruolo: l’uva fragola è il frutto della vite americana.

https://www.vinook.it/uva-e-vitigni/uva/uva-americana.asp


La storia della vite e della sua coltivazione è estremamente interessante, ricca inoltre di riferimenti letterari. Essenzialmente però viene raccontata dal punto di vista della produzione di vino, e su questo argomento un giorno la affronteremo nel blog.

Per chi ne ha piacere, di seguito alcune pagine esaustive sull’argomento:

http://www.vitignievini.it/public/Storia/Origini%20della%20vite%20e%20del%20vino.html

https://lastoriaviva.it/storia-della-vite-e-del-vino-dalla-preistoria-a-roma/

http://www.effettoterra.org/documenti/tempo_libero/approfondimenti/storia_dell’uva.html


Raccolta e coltivazione dell’uva. Consigli per chi vuole avere una piccola vigna sul terrazzo o in giardino:

https://www.giardinaggio.it/orto/uva=utilizzo_uva-da-tavola==209@.asp


Una enciclopedia sulla produzione dell’uva da tavola:

https://www.colturaecultura.it/uva-da-tavola

https://www.colturaecultura.it/capitolo/nel-mondo


Ed una pagina web interamente dedicata a notizie sul mondo dell’uva da tavola e della sua coltivazione:

https://www.uvadatavola.com


Infine, in chiusura, pensare all’uva mi ricorda una vecchia favola greca, di Esopo, raccontata anche da Fedro, la volpe e l’uva, piena di significato.

Qui potete leggerne il testo e la sua spiegazione:

https://it.wikipedia.org/wiki/La_volpe_e_l%27uva